John Catalinotto, workers world, 13/3/2026
Tradotto da Tlaxcala
La battaglia iniziata il 28 febbraio con l’assalto
non provocato della macchina di morte usraeliana all’Iran si è estesa, nei
suoi primi 11 giorni, a una conflagrazione regionale e si sta muovendo a
velocità indeterminata verso una guerra mondiale.
Negli USA, gli attivisti antiguerra e antiimperialisti –
nelle viscere del mostro – hanno il dovere speciale di fare tutto il possibile
per fermare questa guerra. E c’è un’area in cui sono nella posizione migliore
per agire: contattare i membri delle forze armate.
La prima cosa da chiarire nella pianificazione di questa
lotta è che la classe dirigente super-ricca degli USA e i regimi razzisti e
reazionari che governano gli stati oppressori usamericano e israeliano sono i
criminali responsabili delle orribili conseguenze della guerra. Il movimento
antiguerra deve denunciare questi crimini e mirare a perturbare la macchina
bellica dei criminali.
Sostegno popolare minimo alla guerra negli USA
Rispetto alle ultime sei lunghe guerre aggressive usamericane
(Corea, Vietnam, Iraq 1991, Jugoslavia, Afghanistan e Iraq 2003), questa
potenziale “guerra eterna” contro l’Iran incontra la maggiore opposizione in
patria. La guerra contro l’Iran è iniziata con bombe e razzi usamericani che
hanno ucciso oltre 150 scolare nella città di Minab e con l’assassinio da parte
di Israele della guida suprema politica e religiosa dell’Iran, l’ayatollah Ali
Hosseini Khamenei, il 28 febbraio.
Prima di scatenare la conflagrazione, il regime MAGA non
ha fatto alcuno sforzo per ottenere sostegno all’aggressione, né tra il popolo,
né al Congresso, né aggiungendo alleati internazionali oltre ai criminali
genocidi che guidano lo stato coloniale israeliano. Il regime contava sulle
grandi bugie che da decenni demonizzano l’Iran.
Dall’iniziale massacro di Minab, che ricorda l’incendio
del villaggio di My Lai in Vietnam nel 1968, ogni leccapiedi del gabinetto MAGA
e l’impopolare presidente usamericano hanno fornito spiegazioni contraddittorie
su come sia iniziata la guerra, quanto sarebbe durata, se avrebbero dispiegato
truppe di terra e quale fosse il suo obiettivo. Le loro bugie contraddittorie
hanno solo diminuito la loro credibilità.
Anche prima che vengano segnalate estese perdite tra le
truppe USA, anche prima che il costo militare giornaliero di 1 miliardo di
dollari della “guerra scelta” usraeliana si faccia sentire (csis.org), anche prima che la guerra inneschi una catastrofe economica mondiale, la
maggioranza della popolazione usamericana si oppone alla “guerra eterna”
scatenata dall’amministrazione.
Una popolazione che rifiuta la guerra può essere
mobilitata per combatterla, proprio come il popolo di Minneapolis ha rifiutato
il maltrattamento brutale e gli omicidi di migranti e gli alleati dei migranti
hanno rifiutato la presenza dei teppisti dell’ICE.
Se i civili si oppongono alla guerra, significa che le
truppe potrebbero rifiutarsi di obbedire a ordini illegali. Le truppe di
riserva e le truppe in servizio attivo sono lavoratori in uniforme.
Rifletteranno gli atteggiamenti dei loro coetanei civili – ma con la loro vita
e integrità fisica in gioco.
I soldati usamericani resisteranno alla guerra?
Durante l’invasione usamericana del Vietnam, la
resistenza dei soldati alla guerra contribuì alla decisione del 1969 di
ritirare lentamente le truppe USA dal Vietnam e fare affidamento sui
bombardamenti. Portò anche alla fine della coscrizione militare all’inizio del
1973 e alla decisione del Pentagono di creare nei decenni successivi un
esercito high-tech senza coscritti.
Anche all’interno dell’esercito senza coscritti, alcuni
soldati si rifiutarono di combattere in Iraq e Afghanistan, sebbene meno che
nel periodo del Vietnam. Dopo molti costi, uccisioni e distruzione, le truppe USA
furono costrette a ritirarsi dalle “guerre eterne”. (Guerra senza
vittoria)
Un libro del 2017 sulla resistenza dei soldati discute
come gli USA non possano schierare un esercito di terra abbastanza grande per
conquistare il Sud del mondo senza generare opposizione in patria e resistenza
tra le truppe. Fornisce esempi di guerre d’aggressione usamericane che
potrebbero portare a una ribellione dei soldati: una che gli USA inizierebbero
contrro “Russia, Cina, o anche Iran o la [Repubblica Popolare Democratica di
Corea]”, o se “il presidente ordina alle truppe federali di spezzare gli
scioperi dei lavoratori o reprimere le ribellioni nelle comunità di colore all’interno
degli USA”. (“Turn the Guns
Around: Mutinies, Soldier Revolts and Revolutions” [Girate le armi:
Ammutinamenti, rivolte di soldati e rivoluzioni], ultimo capitolo.)
E questo è esattamente lo scenario odierno, da Teheran a
Minneapolis.
Se il regime MAGA ordinasse a truppe di terra usamericane di entrare in Iran, c’è poco dubbio che i 93 milioni di iraniani difenderanno la loro civiltà di 5000 anni, una resistenza storica che i governanti usamericani sottovalutano. Per quanto riguarda l’intervento militare nelle città usamericane, gli abitanti di Los Angeles, Chicago, Minneapolis e altre città hanno mostrato come la solidarietà di classe operaia possa sorprendere i signori della guerra di Washington.
Difficilmente si può immaginare la furia popolare se il regime MAGA tentasse di reintrodurre la coscrizione obbligatoria, l’odiata leva. I giovani in Germania stanno attualmente protestando contro i piani simili dell’imperialismo tedesco.
Ci sono già prove che il Pentagono abbia registrato
perdite ben oltre i sette soldati ufficialmente riconosciuti morti in
combattimento. Il fatto che il principale ospedale militare usamericano a
Landstuhl, in Germania, abbia già cancellato l’assistenza sanitaria per il
parto (Military Times, 5 marzo) mostra che
il Pentagono prevede perdite molto più pesanti.
Organizzazioni di veterani antiguerra, come Veterans For Peace e altre, hanno contattato i soldati in servizio attivo offrendo supporto
per gli obiettori di coscienza. Un leader del Center on Conscience and War ha
dichiarato che i loro telefoni squillano senza sosta dall’inizio della guerra usraeliana
contro l’Iran.
Un annuncio di qualche mese fa da parte di sei
democratici del Congresso secondo cui le truppe hanno il dovere di disobbedire
agli ordini illegali si è già diffuso tra i ranghi dei soldati. Qualunque sia
la motivazione di questi rappresentanti eletti, tutti veterani dell’esercito o
della CIA, nessuno può rimettere quel genio nella bottiglia.
I guerrafondai del MAGA potrebbero scoprire che la loro
aggressione contro l’Iran non ha fatto che accelerare il declino dell’imperialismo
USA.




